Tempi inquietiil vero scopo del culturale
Maria Teresa Liuzzo: ‘Tempi inquietiil vero scopo del culturale’


”La violenza del tempo lacera l’anima; attraverso quella lacerazione entra l’eternità” (S. Weil, l’ombra e la grazia).
Un’Arte Culturale è un’arte culturalmente impegnata nella società; non è un’arte estraniata, ma viva nel messaggio ( significato ) che si vuole trasmettere.
Si impegna a informare le masse, imbonite dal volgare, dal cattivo gusto del post moderno, sull’alto valore Universale dell’Arte ( la bellezza ), sul recupero come trasmissione di valori intramontabili, a rieducare ai valori civili e religiosi.
Riabilita quindi, il pubblico alla bellezza di un quadro artistico che nasce dalla cultura e non dal kitsch, nonché il lettore a fruire del messaggio poetico, al di là del gioco tecnico della Decostruzione.
Il Culturale oppone alla Decostruzione moderna ”la giusta valorizzazione” consapevole che il meccanismo con cui è costruito l’oggetto, non va espresso ma celato e superato dall’idea dell’oggetto.
Non è un’Arte metafisica, ma Rivoluzionaria, nel senso che si impegna a cambiare il sociale, con la forza sovvertiva di un Sapere e una Bellezza Universale (che trascende le categorie del tempo e dello Spazio) culturalmente dati.
L’arte è superiore alla vita e si impegna a modificarla: soprattutto a creare un burrone infinito tra barbarismi e buon gusto in tempi di inquietudine.
Cultura che non tradisce la Storia e liberi dalla ”schiavitù”, che non chiude ogni riferimento con il credente; che non imputridisca la luce, che non esiga la Verità.
Arte che escluda il caos di questo mondo tragico, imbrigliato in un ”vivere moderno” attraversato da mercificazioni e squallidi interessi che annullano quel meraviglioso viaggio infinito chiamato memoria e mortificano e divorano il cuore di questa sconosciuta Umanità
”…Un corridore correva dietro la sua ombra… Cercava la Verità…” (Paul Nougé).