L’eucarestia della storia

Maria Teresa Liuzzo: ‘L’eucarestia della storia’

Maria Teresa Liuzzo
Maria Teresa Liuzzo
Imagem criada pela IA do Gemini – https://gemini.google.com/app/53818f283c05a708?utm_source=app_launcher&utm_medium=owned&utm_campaign=base_all

Un altro anno è passato, nel mormorìo assordante dei media, che ci riempie la testa di vuoto e inutili parole, nell’ignoranza concettuale e formale, tra la galassia frustrante delle tante case editrici, che ostacolano la vera cultura, la vera letteratura, proponendo libri squallidi, da quattro soldi, prodotti solo per ottenere il lauto compenso.

Intanto l’ignoranza collettiva cresce: si legge sempre meno poesia. Non si capisce più il linguaggio aulico, e molto spesso si scambia la prosa per lirica. Sono cambiati i tempi, sono cambiati i valori e i giudizi: è cambiato il modo di rapportarsi a questi valori.

Eppure la cultura va avanti, tra stili prosastici e prosodici, sobri e antipoetici, tra poesia d’élite e popolare, tra stile di qualità e i retrobottega dei correlativi oggettivi, tra vera e falsa poesia. E dietro e dentro tutto questo, l’inefficienza dei critici, sempre di più votati all’oscuro, deboli nel valutare o di parte.

Eppure la mia scrittura va avanti, con la grinta e la qualità che possiede, credendo nei valori di quei molti autori che la sostengono e, soprattutto, ancora, nonostante i tempi, in quel ‘ concetto universale di letteratura romantica” improntata sull’amore, sulla ”rinascenza umana” e sulla qualità dello stile.

Forse è chiedere troppo a questo tempo votato al ”consumismo” e all’incivilimento: ma decisamente, siamo convinti che nonostante il perdurare dell’imbarbarimento, il nostro messaggio andrà avanti e non passerà con gli anni!

Ogni arte parla dell’umanità all’umanità e come la poesia, la Fede e l’Amore, non si possono spiegare. Si possono soltanto vivere. E’ il pellegrinaggio della parola che simboleggia la povertà di un mondo nella ricchezza del cuore, perché nell’umiltà della stessa c’è il punto di partenza che ci avvicina a Dio e l’equilibrio tra Natura e Arte.
La presenza di un respiro che non si impone a cambiare le regole del sapere per prevaricare sugli altri. Sia un alfabeto di ”voci ” l’Eucarestia della Storia ”. Ai posteri l’ardua sentenza!

Maria Teresa Liuzzo

Voltar

Facebook




Tempi inquietiil vero scopo del culturale

Maria Teresa Liuzzo

‘Tempi inquietiil vero scopo del culturale’

Maria Teresa Liuzzo
Maria Teresa Liuzzo
Imagem criada pela IA do Gemini - https://gemini.google.com/app/3b7d1133fa93fa16?utm_source=app_launcher&utm_medium=owned&utm_campaign=base_all
Imagem criada pela IA do Gemini – https://gemini.google.com/app/3b7d1133fa93fa16?utm_source=app_launcher&utm_medium=owned&utm_campaign=base_all

”La violenza del tempo lacera l’anima; attraverso quella lacerazione entra l’eternità” (S. Weil, l’ombra e la grazia).

Un’Arte Culturale è un’arte culturalmente impegnata nella società; non è un’arte estraniata, ma viva nel messaggio ( significato ) che si vuole trasmettere.

Si impegna a informare le masse, imbonite dal volgare, dal cattivo gusto del post moderno, sull’alto valore Universale dell’Arte ( la bellezza ), sul recupero come trasmissione di valori intramontabili, a rieducare ai valori civili e religiosi.

Riabilita quindi, il pubblico alla bellezza di un quadro artistico che nasce dalla cultura e non dal kitsch, nonché il lettore a fruire del messaggio poetico, al di là del gioco tecnico della Decostruzione.

Il Culturale oppone alla Decostruzione moderna ”la giusta valorizzazione” consapevole che il meccanismo con cui è costruito l’oggetto, non va espresso ma celato e superato dall’idea dell’oggetto.

Non è un’Arte metafisica, ma Rivoluzionaria, nel senso che si impegna a cambiare il sociale, con la forza sovvertiva di un Sapere e una Bellezza Universale (che trascende le categorie del tempo e dello Spazio) culturalmente dati.

L’arte è superiore alla vita e si impegna a modificarla: soprattutto a creare un burrone infinito tra barbarismi e buon gusto in tempi di inquietudine.

Cultura che non tradisce la Storia e liberi dalla ”schiavitù”, che non chiude ogni riferimento con il credente; che non imputridisca la luce, che non esiga la Verità.

Arte che escluda il caos di questo mondo tragico, imbrigliato in un ”vivere moderno” attraversato da mercificazioni e squallidi interessi che annullano quel meraviglioso viaggio infinito chiamato memoria e mortificano e divorano il cuore di questa sconosciuta Umanità

”…Un corridore correva dietro la sua ombra… Cercava la Verità…” (Paul Nougé).

Maria Teresa Liuzzo

Voltar

Facebook