L’eucarestia della storia

Maria Teresa Liuzzo: ‘L’eucarestia della storia’

Maria Teresa Liuzzo
Maria Teresa Liuzzo
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Un altro anno è passato, nel mormorìo assordante dei media, che ci riempie la testa di vuoto e inutili parole, nell’ignoranza concettuale e formale, tra la galassia frustrante delle tante case editrici, che ostacolano la vera cultura, la vera letteratura, proponendo libri squallidi, da quattro soldi, prodotti solo per ottenere il lauto compenso.

Intanto l’ignoranza collettiva cresce: si legge sempre meno poesia. Non si capisce più il linguaggio aulico, e molto spesso si scambia la prosa per lirica. Sono cambiati i tempi, sono cambiati i valori e i giudizi: è cambiato il modo di rapportarsi a questi valori.

Eppure la cultura va avanti, tra stili prosastici e prosodici, sobri e antipoetici, tra poesia d’élite e popolare, tra stile di qualità e i retrobottega dei correlativi oggettivi, tra vera e falsa poesia. E dietro e dentro tutto questo, l’inefficienza dei critici, sempre di più votati all’oscuro, deboli nel valutare o di parte.

Eppure la mia scrittura va avanti, con la grinta e la qualità che possiede, credendo nei valori di quei molti autori che la sostengono e, soprattutto, ancora, nonostante i tempi, in quel ‘ concetto universale di letteratura romantica” improntata sull’amore, sulla ”rinascenza umana” e sulla qualità dello stile.

Forse è chiedere troppo a questo tempo votato al ”consumismo” e all’incivilimento: ma decisamente, siamo convinti che nonostante il perdurare dell’imbarbarimento, il nostro messaggio andrà avanti e non passerà con gli anni!

Ogni arte parla dell’umanità all’umanità e come la poesia, la Fede e l’Amore, non si possono spiegare. Si possono soltanto vivere. E’ il pellegrinaggio della parola che simboleggia la povertà di un mondo nella ricchezza del cuore, perché nell’umiltà della stessa c’è il punto di partenza che ci avvicina a Dio e l’equilibrio tra Natura e Arte.
La presenza di un respiro che non si impone a cambiare le regole del sapere per prevaricare sugli altri. Sia un alfabeto di ”voci ” l’Eucarestia della Storia ”. Ai posteri l’ardua sentenza!

Maria Teresa Liuzzo

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Manifesto 2025

SAÚDE INTEGRAL

Joelson Mora: ‘Manifesto 2026’

Joelson Mora
Joelson Mora
Imagem criada por Ia do Bing - 16 de fevereiro de 2026,
 às 13h30
Imagem criada por Ia do Bing – 16 de fevereiro de 2026,
às 13h30

Viver com presença, não no automático.

Cuidar do meu corpo como templo, da minha mente como ferramenta e do meu espírito como fonte.

Escolho a disciplina silenciosa: treinar mesmo sem plateia, estudar mesmo sem aplauso, descansar sem culpa.

Leio um livro por mês não para acumular informação, mas para expandir consciência.

Troco pressa por constância, comparação por gratidão e excesso por essencial.

Em 2026, eu escolho ser inteiro, não apenas produtivo.

Inspirar pelo exemplo, não pelo discurso.

Ser ponte entre ciência e espiritualidade, entre performance e sentido, entre resultado e propósito.

Usar minha voz para educar, despertar e curar, não para competir ou impressionar.

Formar pessoas mais conscientes do que seguidores.

Escolho liderar com escuta, verdade e presença.

Em 2026, eu escolho formar consciências.

Servir antes de aparecer.

Compartilhar saber sem vaidade e aprender sem orgulho.

Ser apoio emocional, referência técnica e exemplo de postura.

Construir ambientes seguros, humanos e espiritualmente saudáveis.

Em 2026, eu escolho somar energia, não sugar energia.

Pensar a longo prazo, não apenas no resultado do mês.

Inovar sem perder a essência.

Transformar saúde integral em cultura, não apenas serviço.

Conectar pessoas ao propósito pessoal e organizacional, não só às metas.

Ser guardião dos valores, da ética e da missão.

Em 2026, eu escolho deixar legado!

Joelson Mora

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